DMR

Introduzione al Digital Mobile Radio

Cos’è il DMR

Il DMR (Digital Mobile Radio) è uno standard di comunicazione radio digitale sviluppato dalla ETSI (European Telecommunications Standards Institute) con ampia diffusione nel settore commerciale, ma che negli ultimi anni, grazie anche alla reperibilità di apparecchi radiotrasmittenti a costi contenuti, ha avuto ampia diffusione nel settore radioamatoriale. In particolare nell’architettura Tier II, che supporta l’utilizzo dei ripetitori, il doppio time slot e la connessione IP.

Diversamente dagli altri modi digitali utilizzati in ambito radioamatoriale (D-STARTM e C4FM), il DMR utilizza una ripartizione del canale radio in modalità TDMA (Time Division Multiple Access), creando due slot temporali della durata di 30ms, che consente di avere, in 12.5 kHz di banda del canale, due comunicazioni contemporanee. La voce viene codificata/decodificata utilizzando il vocoder AMBE+2TM, sviluppato dalla DVSI (Digital Voice Systems, Inc.) che comprime la voce umana in flussi digitali a basso bit-rate (3.6 kbps nel caso del DMR), mantenendo una elevata qualità audio ed eccellente immunità a disturbi e rumore e viene utilizzato anche per il D-STAR e alcuni protocolli di comunicazione radio ad utilizzo professionale per applicazioni mobili terrestri. La modulazione utilizzata dal DMR è una 4-FSK (4-level Frequency Shift Keying), in cui i dati binari vengono trasmessi variando la frequenza della portante su quattro livelli distinti.

Ponti ripetitori

I ripetitori DMR, rispetto ai classici ponti ripetitori analogici, per quanto appena detto sulle caratteristiche dello standard DMR, hanno la possibilità di lavorare sullo stesso canale in due slot, raddoppiando quindi la capacità di comunicazione. Interconnettendo il ripetitore ad una rete DMR è possibile gestire questi slot in modo che siano associati a specifici talkgroups, ampliando le possibilità di collegamento. La maggior parte dei ripetitori funziona anche in modalità analogica, assicurando retrocompatibilità agli utenti non dotati di radio DMR, ovviamente le due modalità sono mutuamente esclusive e non interoperabili ed il segnale analogico occupa l’intero canale radio. I ripetitori DMR sono pensati per applicazioni professionali, quindi si ha il vantaggio di poter utilizzare in ambito radioamatoriale apparecchiature aggiornate, robuste e ben collaudate. Ma come vedremo, esistono sistemi che ne consentono l’autocostruzione.

DMR repeater
DMR repeater

Parametri DMR

Il modo migliore per utilizzare una radio DMR è di programmare i canali con le frequenze ed i parametri di ripetitori ed hotspot che s’intende utilizzare, generalmente queste radio non dispongono di un VFO libero e la stessa programmazione dei canali può avvenire solo tramite PC e relativa interfaccia e sofware CPS (Custom Programming Software). L’insieme dei canali e delle informazioni in essi contenuti prende il nome di code plug.

I parametri che caratterizzano i canali DMR, oltre ovviamente a frequenza, shift, ecc, sono i seguenti:

DMR ID

Il DMR ID è un codice numerico identificativo univoco per la rete DMR, assegnato ad un radioamatore o a un ponte ripetitore. Il database è gestito dal registro unico centralizzato RadioID.net, su specifica procedura di richiesta e validazione dell’identità e della licenza radioamatoriale. Questo è necessario perché, non essendo il DMR pensato per il mondo radioamatoriale, non permette l’utilizzo di ID alfanumerici come potrebbe essere il proprio nominativo, quindi è necessaria l’attribuzione di un nuovo identificativo ad hoc. Il Radio ID segue approssimativamente la raccomandazione ITU del Mobile Country Code MCC ed assegna all’Italia il prefisso 222. Ma terminata la prima serie di ID, sono in fase di assegnazione anche 223 e 224.

Per ottenere il proprio DMR ID, è necessario registrarsi al portale su menzionato, creando il proprio account e accettando le condizioni di policy. Quindi creare la propria identità, inserendo il nominativo radioamatoriale con i dati richiesti e copia dell’autorizzazione generale. L’identità viene validata ed approvata, dopo circa un giorno, da un amministratore di RadioID, verificando la documentazione caricata e contestualmente il sistema attribuisce l’ID.

Color Code

Il color code CC è un valore numerico da 0 a 15 e rappresenta un codice per l’attivazione della ricezione sul ripetitore o la radio del corrispondente, che avviene solo se il codice trasmesso e quello atteso coincidono, similmente a quelli che sono i toni subaudio nei sistemi analogici. Serve a discriminare tra ripetitori o utenti diversi sulla stessa frequenza. Per convenzione il color code 1 è attribuito ai ripetitori e il color code 0 alle comunicazioni simplex.

Talkgroups

Le comunicazioni sono organizzate in gruppi di conversazione, talkgroups TG. Un ripetitore ha i due timeslot allocati, in maniera statica o dinamica, a rispettivi talkgroup. In ambito radioamatoriale, vista l’interconnesione dei ripetitori via internet, esistono gruppi locali, regionali, nazionali e mondiali, gruppi di specifiche associazioni, gruppi linguistici. I gruppo sono identificati da un codice numerico e dipendono dalla rete DMR a cui è associato il ripetitore che si sta utilizzando.

Rete DMR

Una rete DMR consente di interconnettere, via IP, ripetitori ed hotspot DMR posti in zone diverse, allargando quindi la copertura geografica e la possibilità di collegamenti. Esistono varie reti DMR, le più diffuse a livello mondiale sono DMR-MARC, DMRPlus e BrandMeister. Per utilizzare una qualsiasi rete DMR è necessario ovviamente registrarsi, con il proprio DMR ID.

DMR network
DMR network

DMR-MARC

DMR-MARC (Motorola Amateur Radio Club Worldwide Network) è stata la prima rete DMR radioamatoriale, realizzata con ponti ripetitori Motorola TRBO (MOTOTRBOTM) e relativa tecnologia proprietaria d’interconnesione via rete IPSC (IP Site Connect). La rete è nata in USA e si è poi diffusa in altri paesi, tra i quali l’Italia.

DMRPlus

La rete DMR+ è nata invece in Europa, simile alla precedente, ma basata su ripetitori Hytera.

BrandMeister

La rete BrandMeister è l’ultima nata, inizialmente come alternativa alle reti precedenti, ma in poco tempo si è largamente diffusa un po’ ovunque, soprattutto grazie al supporto di entrambi i marchi di ripetitori Motorola ed Hytera, ma soprattutto del sistema opensource MMDVM, che consente di creare ponti ripetitori ed hotspot con pochi mezzi. BM introduce la possibilità per l’utente di allocare dinamicamente un TG di proprio interesse sul ripetitore in uso. Inoltre è in grado di mettere assieme reti di standard digitali diversi.

Hotspot

Nelle aree non coperte da ponti ripetitori, si può fare ricorso agli hotspot, che sono degli apparecchi in grado di mettere in comunicazione il canale radio DMR con la rete DMR, attraverso una connessione dati internet. L’hotspot può integrare un modulo radio a bassa potenza, rendendolo un sistema completamente autonomo ed utilizzabile anche in situazioni portatili o di emergenza, a patto di avere raggiungibilità della rete internet. Alcuni hotspot sono utilizzabili con standard digitali diversi o per la costruzione di ponti ripetitori. Tra i più diffusi si citano MMDVM e DVMEGA.

DMR Hotspot
DMR Hotspot

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